Bio
L'inizio
Mi chiamo Antonietta Fusco, Anto per le persone care e gli amici non italiani a cui suona difficile la pronuncia della doppia “t”!
Sono nata in provincia di quella stupefacente città che si chiama Napoli e di cui conservo la lingua madre.
Dopo studi scientifici, da piccola adoravo la matematica e la biologia, mi sono iscritta al corso di Laurea in Lettere Moderne, indirizzo Musica e Spettacolo, dell’ Università degli Studi di Napoli Federico II.
Gli anni universitari, tra le altre cose, mi avvicinano a due esperienze importanti per ciò a cui mi avrebbero iniziato.
– La mia prima opportunità di pratica teatrale vera e propria attraverso la frequentazione della scuola triennale Icra Project – Centro Internazionale di Ricerca sull’Attore condotta da Michele Monetta e Lina Salvatore.
Ho qui modo di studiare i principi del Mimo Corporeo Astratto di Étienne Decroux, di maschera e Commedia dell’Arte.
– La scoperta dell’esistenza di un ambito di ricerca noto come Antropologia Teatrale, di un Teatro definito Povero e di Gruppi di ricerca chiamati Terzo Teatro.
Mondi che scoprivo in quel momento attraverso lo studio avido e curioso di libri ma che più tardi avrei avuto modo di incontrare di persona.
Nel 2005 mi laureo, con lode, con una tesi dedicata a Jacques Copeau e alla sua rivoluzionaria esperienza teatrale.
Bio
L'inizio
Mi chiamo Antonietta Fusco, Anto per le persone care e gli amici non italiani a cui suona difficile la pronuncia della doppia “t”!
Sono nata il 22 maggio 1982 a Nola, in provincia di quella stupefacente città che si chiama Napoli e di cui conservo la lingua madre.
Dopo studi scientifici, da piccola adoravo la matematica e la biologia, mi sono iscritta al corso di Laurea in Lettere Moderne, indirizzo Musica e Spettacolo, dell’ Università degli Studi di Napoli Federico II.
Gli anni universitari, tra le altre cose, mi avvicinano a due esperienze importanti per ciò a cui mi avrebbero iniziato.
– La mia prima opportunità di pratica teatrale vera e propria attraverso la frequentazione della scuola triennale Icra Project – Centro Internazionale di Ricerca sull’Attore condotta da Michele Monetta e Lina Salvatore.
Ho qui modo di studiare i principi del Mimo Corporeo Astratto di Étienne Decroux, di maschera e Commedia dell’Arte.
– La scoperta dell’esistenza di un ambito di ricerca noto come Antropologia Teatrale, di un Teatro definito Povero e di Gruppi di ricerca chiamati Terzo Teatro.
Mondi che scoprivo in quel momento attraverso lo studio avido e curioso di libri ma che più tardi avrei avuto modo di incontrare di persona.
Nel 2005 mi laureo, con lode, con una tesi dedicata a Jacques Copeau e alla sua rivoluzionaria esperienza teatrale.
La mia vita al TTB
Nell’ottobre 2007 frequento la scuola del Teatro tascabile di Bergamo al termine della quale avvio un ostinato percorso di apprendistato interno al gruppo, come allieva prima e collaboratrice poi.
Dopo alcuni anni, di intenso studio e pratica teatrale, divento membro stabile del gruppo prendendo così parte a numerosi spettacoli, di repertorio e creazioni ex-novo, che mi iniziano alla vera pratica della scena specializzandomi in tutti quelli che sono gli ambiti di ricerca del Tascabile: dalla strada, per la quale affino la tecnica dei trampoli, alla sala, al teatro-danza indiano.
E’ qui, infatti, che comincia per me la pratica dell’Odissi che avrebbe segnato un puntino rosso di non ritorno.
Seguono numerose tournée in Italia e all’estero (tra cui Colombia, Costa Rica, Messico, Cina, Brasile, Corea del Sud, Singapore, Ungheria, Romania, Slovenia, Danimarca, Regno Unito, Russia, Lituania), progetti e collaborazioni con teatri e festival nazionali ed internazionali.
Nel 2009 cominciano anche i miei viaggi-studio in India per la pratica del teatro-danza Odissi con la maestra Aloka Panikar e sua figlia Ambika Paniker secondo lo stile del Guru Mayadhar Raut.
Nel 2010 mi concedo un’esperienza fuori dal gruppo, che mi avrebbe avviato ad un’altra pratica del fare scenico, questa volta artigianale, manuale: frequento il laboratorio di creazione e costruzione maschere, in cuoio e cartapesta, secondo le tecniche della scuola Sartori presso il Centro Maschere e Strutture Gestuali Amleto e Donato Sartori di Abano Terme.
Da questo momento divento responsabile per l’ideazione e realizzazione di maschere negli spettacoli del TTB e questo per tutti gli anni della mia permanenza in teatro.
Ne racconterò poi parzialmente l’esperienza in un testo da me scritto e dal titolo Maschere di scena. Carta colla e silenzio.
Nel 2016 frequento l’ISTA. International school of Theatre Anthropology condotta da Eugenio Barba, che ormai avevo già conosciuto di persona anni prima, dove mi confronto con la possibilità di approfondire e praticare i principi del comportamento scenico secondo i criteri dell’Antropologia teatrale.
Gli anni di lavoro al TTB sono anni di pratica e fare scenico a trecentosessanta gradi.
Non solo di ciò che rende possibile la realizzazione di uno spettacolo, dalla sua ideazione fino alla sua nascita e crescita, ma anche di tutto ciò che allo spettacolo sta intorno, sotto, sopra, di fianco, prima e dopo.
Anni di mestiere, di condivisione, solitudine e rivolta, di dialogo ma anche di incomprensioni, inquietudini…insomma di tormento ed estasi.
Le parole non possono dire più di così. Preferisco perciò lasciare spazio ad alcune immagini e ad un breve video nel tentativo di rendere il sapore di quanto vissuto.
La mia vita al TTB
Nell’ottobre 2007 frequento la scuola del Teatro tascabile di Bergamo al termine della quale avvio un ostinato percorso di apprendistato interno al gruppo, come allieva prima e collaboratrice poi.
Dopo alcuni anni, di intenso studio e pratica teatrale, divento membro stabile del gruppo prendendo così parte a numerosi spettacoli, di repertorio e creazioni ex-novo, che mi iniziano alla vera pratica della scena specializzandomi in tutti quelli che sono gli ambiti di ricerca del Tascabile: dalla strada, per la quale affino la tecnica dei trampoli, alla sala, al teatro-danza indiano.
E’ qui, infatti, che comincia per me la pratica dell’Odissi che avrebbe segnato un puntino rosso di non ritorno.
Seguono numerose tournée in Italia e all’estero (tra cui Colombia, Costa Rica, Messico, Cina, Brasile, Corea del Sud, Singapore, Ungheria, Romania, Slovenia, Danimarca, Regno Unito, Russia, Lituania), progetti e collaborazioni con teatri e festival nazionali ed internazionali.
Nel 2009 cominciano anche i miei viaggi-studio in India per la pratica del teatro-danza Odissi con la maestra Aloka Panikar e sua figlia Ambika Paniker secondo lo stile del Guru Mayadhar Raut.
Nel 2010 mi concedo un’esperienza fuori dal gruppo, che mi avrebbe avviato ad un’altra pratica del fare scenico, questa volta artigianale, manuale: frequento il laboratorio di creazione e costruzione maschere, in cuoio e cartapesta, secondo le tecniche della scuola Sartori presso il Centro Maschere e Strutture Gestuali Amleto e Donato Sartori di Abano Terme.
Da questo momento divento responsabile per l’ideazione e realizzazione di maschere negli spettacoli del TTB e questo per tutti gli anni della mia permanenza in teatro.
Ne racconterò poi parzialmente l’esperienza in un testo da me scritto e dal titolo Maschere di scena. Carta colla e silenzio.
Nel 2016 frequento l’ISTA. International school of Theatre Anthropology condotta da Eugenio Barba, che ormai avevo già avuto modo di conoscere di persona anni prima, dove mi confronto con la possibilità di approfondire e praticare i principi del comportamento scenico secondo i criteri dell’Antropologia teatrale.
Gli anni di lavoro al TTB sono anni di pratica e fare scenico a trecentosessanta gradi.
Non solo di ciò che rende possibile la realizzazione di uno spettacolo, dalla sua ideazione fino alla sua nascita e crescita, ma anche di tutto ciò che allo spettacolo sta intorno, sotto, sopra, di fianco, dietro e davanti.
Anni di mestiere, di condivisione, solitudine e rivolta, di dialogo ma anche di incomprensioni, inquietudini…insomma di tormento ed estasi.
Le parole non possono dire più di così. Preferisco perciò lasciare spazio ad alcune immagini e ad un breve video nel tentativo che possano rendere meglio il sapore di quanto vissuto.
Un nuovo inizio
Un bisogno di ricerca e di studio, affine ma indipendente dal teatro, mi conduce all’incontro con Maciej Bielawski, teologo, filosofo, scrittore e pittore con cui nel 2021 fonderò l’Associazione culturale Meditatio.
Meditatio: tale il termine nei tempi passati, in certe tradizioni, utilizzato per indicare lo studio ruminato e attento della Parola accompagnato dalla pratica del silenzio.
Nel 2023 comincia il mio percorso di artista indipendente.
La necessità di un lavoro consapevole a partire dal corpo, teso ad indagare i principi fondanti del movimento secondo un’attitudine completamente diversa da quella a me già nota mi avvicina alla proposta formativa, di durata triennale, della danzatrice, coreografa e maestra Cinzia Delorenzi.
Rhizoma/le pratiche dell’ascolto. Scuola di formazione in Educazione del movimento somatico a orientamento eco-somatico e artistico. Nel 2025 ne conseguo il diploma.
Nel 2024, prende vita lo spettacolo Kalpa Vriksha. Racconti di danza e di viaggio con la regia di Alberto Grilli e la produzione di Teatro Due Mondi con cui intraprendo una relazione di dialogo-collaborazione.
In questo stesso anno entro a far parte di Dance IN-IT, un progetto di comunità per la promozione e diffusione del teatro-danza classica indiano in Italia.
L’implacabile attrazione nei confronti della danza Odissi mi conduce regolarmente in India dove ad inizio 2025 re-incontro il danzatore e studioso Rahul Acharya di cui divento allieva e con il quale ho modo di approfondire lo studio di questa danza da un punto di vista pratico e teorico.
Ha così inizio un nuovo, fondamentale, capitolo della mia ricerca e del mio viaggio.
Un nuovo inizio
Un bisogno di ricerca e di studio, affine ma indipendente dal teatro, mi conduce all’incontro con Maciej Bielawski, teologo, filosofo, scrittore e pittore con cui nel 2021 fonderò l’associazione culturale Meditatio.
Meditatio: tale il termine nei tempi passati, in certe tradizioni, utilizzato per indicare lo studio ruminato e attento della Parola accompagnato dalla pratica del silenzio.
Nel 2023 comincia il mio percorso di artista indipendente.
La necessità di un lavoro consapevole a partire dal corpo, teso ad indagare i principi fondanti del movimento secondo un’attitudine completamente diversa da quella a me già nota mi avvicina alla proposta formativa, di durata triennale, della danzatrice, coreografa e maestra Cinzia Delorenzi.
Rhizoma/le pratiche dell’ascolto. Scuola di formazione in Educazione del movimento somatico a orientamento eco-somatico e artistico.
Nel 2024, prende vita lo spettacolo Kalpa Vriksha. Racconti di danza e di viaggio con la regia di Alberto Grilli e la produzione di Teatro Due Mondi con cui intraprendo una relazione di dialogo-collaborazione.
In questo stesso anno entro a far parte di Dance IN-IT, un progetto di comunità per la promozione e diffusione del teatro-danza classica indiano in Italia.
L’implacabile attrazione nei confronti della danza Odissi mi conduce regolarmente in India dove ad inizio 2025 re-incontro il danzatore e studioso Rahul Acharya di cui divento allieva e con il quale ho modo di approfondire lo studio di questa danza da un punto di vista pratico e teorico.
Un nuovo, fondamentale, capitolo della mia ricerca e del mio viaggio.
